Carnevale in Sardegna


Il Carnevale in Sardegna non è una festa come tutte le altre. È infatti un evento sentito profondamente da tutta la comunità sarda, con feste caratterizzate da maschere, travestimenti grotteschi, balli e canti. 

Il Carnevale (Carrasegare) si festeggia nei diversi centri della Sardegna tra il Natale e la Pasqua.

La farsa burlesca, il teatro satirico e i giochi del paradosso sono protagonisti di un evento da vivere in prima persona, perchè chi partecipa al carnevale sardo viene coinvolto nelle celebrazioni. Tutti si trovano così a partecipare ad uno spettacolo che confonde continuamente attore e spettatore.

Il Carnevale in Sardegna ha mille volti affascinanti. Quello antico dei suggestivi carnevali barbaricini che con le loro ancestrali maschere antropomorfe e zoomorfe, le vesti di pelli di capra, orbace e campanacci, rievocano riti misteriosi, danze propiziatorie e un rapporto stretto tra uomo e animale.

Quello vibrante dei carnevali a cavallo, come quello di Oristano, città situata sulla costa occidentale della Sardegna, il Carnevale è vissuto all'insegna della Sartiglia.

La Sartiglia è  una delle manifestazioni carnevalesche sarde più spettacolari e coreografiche. Il nome deriva dal castigliano "Sortija" e dal catalano "Sortilla" entrambi aventi origine dal latino sorticola, anello, ma anche diminutivo di "sors", fortuna. Nell'etimologia del termine è racchiuso il senso della giostra come una corsa all'anello, una giostra equestre legata strettamente alla sorte, alla fortuna, ai riti pagani propiziatori di fertilità della terra.

  •    Pernottamento presso una delle nostre dimore ad Oristano

  •  Partenza da aeroporto o porto di Cagliari

 

 A Bosa il Carnevale viene denominato Karrasegare, termine utilizzato anche per indicare i tre giorni finali e i più importanti della festa: domenica, lunedì e martedì.

Il “Karrasegare Osinku”, uno dei carnevali più suggestivi e particolari che si celebrano in Sardegna.

Il sabato che precede il martedì grasso, in Via Carmine, ai piedi del quartiere medievale di “Sa Costa”, si svolge da qualche anno “la festa delle cantine”. I proprietari offrono ai loro ospiti vini e piatti tradizionali.

La domenica pomeriggio, la giornata è animata da maschere che intonano versi salaci, generalmente indirizzati a personaggi pubblici ma che non mancano di beffeggiare anche semplici cittadini che durante l’anno si sono resi colpevoli di qualche malefatta.

Il martedì grasso è il giorno culminante: di mattina si celebra “S’Attiddu”, quando le maschere femminili con il volto sporco di fuliggine girano per le vie emettendo in falsetto un continuo lamento.

La sera invece, le maschere in abito bianco e con un lanternino cercano “Giolzi”, Re Giorgio, il vero simbolo del carnevale. Un rito ancestrale e misterioso, di grandissimo impatto. Un’immancabile occasione per chi cerca di scoprire secolari ed emozionanti tradizioni.

L’ospitalità e la generosità dei bosani si manifesta in tutta la sua genuinità con l’offerta di frittelle e dolci tipici del luogo accompagnati dall’immancabile bicchiere di vino.

  •      Pernottamento presso una delle nostre dimore a Bosa

  •      Partenza da aeroporto o porto di Cagliari/Olbia

 

 Il Carnevale barbaricino a Mamoiada, paese del centro della Babagia, situato a poca distanza dal massiccio del Gennatgentu e dal Supramonte di Orgosolo, è un altro evento da non perdere, con le sue maschere spettrali, i suoi riti e i suoi personaggi che sembrano usciti da un film di Fellini.

Su Carresecare tradotto dal sardo significa "carne viva da smembrare" e rende bene l’idea di base del carnevale isolano, popolato di streghe e pazzi, figure spaventose, uomini vestiti da donne, cavalieri senza paura. Spesso sono maschere che impersonano i seguaci del culto di Dionisio. Maschere in legno come quelle di Mamoiada: annerite dal grasso, piene di campanacci pesantissimi (fino a 30 chili), che si muovono zoppicando e fanno più paura che altro.

Le maschere tradizionali sono i Mamuthones e gli Issohadores. I primi, vestiti di pelli di pecora, indossano una maschera nera di legno d'ontano o pero selvatico, e sulla schiena portano appunto "sa carriga", campanacci dal peso di circa 30 kg; gli Issohadores indossano una camicia di lino, una giubba rossa, calzoni bianchi e alcuni portano una maschera antropomorfa bianca.

  •     Pernottamento presso una delle nostre dimore a San Teodoro

  •     Partenza da aeroporto o porto di Olbia

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